Tuesday, March 11, 2014

Eyes Wide Shut

Eyes Wide Shut e il microcosmo personale (12.1.2014)

Adoro Kubrick e penso che Eyes Wide Shut sia il suo testamento-capolavoro.



  Fra le tante cose che mi avevavano colpito del procedere del maestro per realizzare questo gioiello, in una sua fase un po' paranoica in cui non lasciava più Londra (e quindi New York non è NY), era il fatto che aveva chiesto a Tom Cruise e Nicole Kidman (una coppia all’epoca) di portare i loro oggetti personali per arredare il bagno in cui girare alcune scene molto importanti del film. Dovevano sentirsi a proprio agio e nonostante fossero attori navigati e Kubrick fosse bravo a condurre attori, voleva che il loro microcosmo delle piccole cose di tutti i giorni fosse lì, integro ad aiutarli a sentirsi il più possibile in un luogo famigliare.



 Fatte le debite e doverose proporzioni fra i due strafighissimi e noi comuni mortali, effettivamente le cose stanno davvero così anche per noi: addomestichiamo nel corso degli anni i luoghi dove viviamo, e gli oggetti che ci circondano creano un sistema chiuso di riferimento che si modifica ed evolve continuamente rispondendo a imput assolutamente non casuali. Non è per niente random. Vogliamo una certa spazzola che chissà perché ci fa sentire meglio, un certo asciugamano e lo spazzolino di un colore preciso che magari non sapremmo neppure descrivere ma che ci fanno sentire a casa. I prodotti che si esauriscono, dal dentifricio allo shampo alle cose più strane o ai trucchi, seguono un tracciato che è influenzato solo in parte dagli imput esterni di natura pubblicitaria o della casualità dell’incontro nei vari negozi dove ci riforniamo: quegli oggetti è come se vivessero una sorta di vita propria in relazione incrociata con tutto quanto utiliziamo in quel nostro personale microcosmo che appunto diventa un sistema a sé. Credo che si possa essere maniaci dell’ordine o disordinatissimi, feticisti o sbadati che perdono tutto, ma alla fine tutti abbiamo un sistema di riferimento rassicurante costituito da oggetti precisi disposti in un certo modo. Perché ci hanno fabbricati così.
Ecco uno scorcio del nostro sistema (mio e di Dani, a Vaglio, senza Kubrick) in uno specchio, anzi tre.



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