Sunday, September 5, 2021

Jouhikko finlandese a 19 corde

Il mio Jouhikko finlandese ha 15 corde in più

Ho costruito un Jouhikko finlandese a 4 corde ma gli ho aggiunto 15 corde simpatiche (che risuonano senza toccarle) e l'ho elettrificato, anche se la cassa permette di suonarlo anche acustico.

L'ho finito in marzo ma siccome avevo in cantiere diversi progetti di strumenti un po' strani solo oggi sono riuscito a registrare il mio Jouhikko e scrivere il post relativo.

Lo Jouhikko è praticamente la versione finlandese della Taglharpa, generalmente più piccola e prevalentemente a 3 corde, suonata nei paesi nordici. Atmosfera gotica, ma anche un po' celtica, da suonare nel bosco con qualche elfo che saltella intorno. Melodie semplici, primitive con un bordone costante che fa da tappeto musicale su cui si improvvisano i diversi motivi. A me piace usarlo anche per altri generi musicali vicini alla musica contemporanea.


All'inizio ho ascoltato tutto quello che ho trovato essenzialmente su youtube e ho raccolto le immagini delle Taglharpe e Jouhikko che mi sembravano interessanti. Ho messo a confronto quelle immagini e mi sono disegnato il mio Jouhikko che durante la lavorazione ha subito parecchie modifiche.


Ecco infatti la versione definitiva disegnata a sinistra e quella realizzata a destra

Mi sono procurato il mogano e ho fatto i disegni e i modelli di carta da applicare sul legno.

Ho scavato la cassa armonica con una piccola fresa e tagliato la forma e la croce col seghetto alternativo, e qualche colpo di scalpello e lima.

Finite le due parti della cassa le ho incollate e poi lisciate.

Alla fine sembra un blocco unico di legno e non si vede che è scavato e c'è la cassa armonica, se non guardando da vicino la croce bucata.

Una sfida non indifferente è stato progettare e realizzare il ponte per le 4 corde principali e per la 15 simpatiche. 
Ho ipotizzato che facendo la parte delle 4 corde principali inclinata, avrei favorito la posizione dell'archetto. o meglio del braccio che lo tiene. Una questione ergonomica rivelatasi corretta. 
Particolarmente difficoltoso è stato calibrare una scanalatura adeguata per il pickup che scompare sotto al ponte ma deve trasmettere le sue vibrazioni.

La costruzione del capotasto (Nut) piuttosto semplice, non ha posto problemi.

L'attacco delle 15 corde simpatiche invece è stato molto problematico perché il primo attacco costruito in legno si è sfracellato con la forza di trazione notevolissima delle 15 corde. Ho dovuto rifarlo in metallo.

Con scalpello, seghetto alternativo, lima e carta vetrata ho costruito l'alloggio del controllo elettronico del pickup, batteria e collegamenti.

Le 4 corde principali le ho fatte arrotolando una trentina di fili di crine di cavallo neri usati per gli archetti di strumenti un po' strani. E in fine ho aggiunto un piede in carbonio (endpin) da violoncello per poter suonare lo Jouhikko anche in posizione verticale, più classica e austera!


E ho costruito anche un archetto speciale da tenere con una impugnatura ampia a forma di manico di sega da legno, che si suona in posizione "tedesca", che preferisco nettamente rispetto alla posizione "francese" ben più frequente fra i violoncellisti. 

E questo archetto va ad aggiungersi alla mia serie di archetti un po' speciali, per metà comperati e gli altri autocostruiti.

Tuesday, April 20, 2021

15 Sympathetic Strings 4 my Electric Cello

Aggiungere 15 corde simpatiche al violoncello

Nelle peregrinazioni musicali online mi sono imbattuto in due violoncelliste che per motivi diversi suonano con violoncelli a cui sono state aggiunte delle corde che risuonano per simpatia. Maria Magdalena Wiesmaier, berlinese, che suona, fra gli altri, anche un violoncello con le corde simpatiche, e Saskia Rao, americana, trapiantatasi in India dove si è dedicata alla musica classica indiana. E Saskia Rao dopo aver aggiunto le corde simpatiche a un violoncello normale, si fatta costruire un Cello speciale con le corde simpatiche.


Mi ha affascinato questa modifica tecnica considerata la sonorità straordinaria di alcuni miei strumenti orientali che utilizzano le corde risonanti come il più famoso Sitar, la Vichitra Veena e il Dilruba indiani o il Satar degli Uyghur dello Xinjiang.
Oltre al Kushtar sempre degli Uyghur e il "simil Dutar" afgano a cui ho aggiunto io le corde simpatiche.

Ho fatto un primo progetto con l'idea di piazzare le corde simpatiche sotto alle corde principali, ma ho capito che avrei dovuto montare un secondo pickup molto in basso sul manico per poter avere una certa lunghezza delle nuove corde. Non mi piaceva l'idea perché volevo che le corde risonanti vibrassero sullo stesso ponticello delle corde principali.


Quindi ho rivisto completamente l'idea originale e ho pensato di mettere le corde trasversalmente. Per questo ho dovuto costruire un attacco in legno dove agganciare le corde che sarebbero state accordate con dei piccoli peg posti in basso sul manico, cioè alla rovescia di come ci si aspetterebbe. Ho lavorato il "capotasto" o nut di osso limando le 15 scanalature per le corde

Con un ponte di osso ho costruito il ponticello aggiuntivo all'originale per poterlo incastrare sui piedini appoggiati sul pickup. Con un'asticella di legno ho cercato che le corde sul ponticello avessero l'inclinazione adeguata.

Ho disegnato la posizione dei peg per accordare e bucato il manico. Con l'accessorio per scavare i buchi dei peg li ho rifiniti e alla fine ho fatto una striscia di legno per far appoggiare le corde con chiodini per la posizione corretta.

Ed ecco il violoncello elettrico con le 15 corde simpatiche appeso in una coreografia gigeriana che gli si addice.

3 minuti di video per scoprire anche il suono


Thursday, December 31, 2020

Da 7 a 2 corde principali, più 18 simpatiche

Un Saz turco trasformato in un simil Dutar afgano

Nel miei viaggi virtuali musicali in oriente ho scoperto la musica popolare afgana che, con piacevole sorpresa, ha molti elementi della musica indiana che sono stati importati. In particolare la parte ritmica che utilizza i Tabla indiani. Lo strumento solista che fa un po' da "Sitar" è il Dutar (ma anche il Tambur).  L'Herati Dutar ha due corde principali che si suonano e poi, come il Sitar, ha numerose corde simpatiche che risuonano per simpatia, che arrivano fino a 18. Video


Uno strumento magnifico ma introvabile. Pare che neppure in Afganistan si possa comperarlo nei negozi di strumenti musicali ma si debba trovare un musicista che faccia da intemediario con un artigiano, un liutaio, disposto a costruirne uno. Diciamo pure che non c'è proprio niente da fare.


Avevo notato però che la forma è molto simile al Saz Baglama turco, che avevo comperato un po' di tempo fa', e ho pensato, vista l'esperienza positiva della modifica del mio Kushtar degli Uyghur dello Xijang, di trasformare il Saz in un "Simil Dutar".
Quindi ecco il Saz prima e dopo la trasformazione in Simil Dutar.
Ed ecco un pezzetto registrato col nuovo strumento, amplificato e passando per un compressore sustainer. La risonanza delle corde simpatiche si sente comunque anche non amplificato. L'accompagnamento è di un Tabla e di un Tampura elettronici.  Video


Praticamente, non potendo rifare il manico, ne ho costruito un secondo da affiancare al manico principale per inserire i "Peg" di accordatura e per 6 delle 18 corde simpatiche. Il Saz infatti ha 7 corde e quindi usandone due sole principali mi sono rimasti 5 peg liberi e una buona parte della larghezza del manico da destinare alle corde simpatiche. 
Ho usato un pezzo di pioppo molto vecchio che proviene dal convento del Bigorio, con cui abbiamo costruito i mobili della nostra cucina. 
Forati i buchi per i peg, con un attrezzo apposito da liutaio ho reso conici i buchi. 
Si deve girare, girare avvitando. Ci sono volute alcune ore di paziente lavoro manuale.

Una certa difficoltà si è presentata nel calcolo e nella realizzazione degli spazi ridottissimi fra ogni corda simpatica, poco più di 1.5mm. Anche la limatura dell'incavo per le 18 corde simpatiche nel ponte (Bridge) e nel "capotasto" (Nut) non è stata una passeggiata. La parte di ponte che si incastra e si appoggia sul pickup interno al ponte l'ho rifatta con del bambu.

E poi ho messo dei chiodini con una tacca limata alle diverse altezze sui due manici come "Nut" per ogni corda simpatica che non parte dal Nut principale originale. Ho fatto un supporto di legno per poter martellare i chiodini/nut.
Come corde ho usato quelle in rotoli di acciaio per il salterio del diamero 0.22 e 0.3 mm.
Accordatura:

2 Main strings B2 o A2

18 Sympatethic Strings

B3 C2 C#2 D2 D#2 E2 F2 F#2 G2 G#2 A2 A#2 B2 C1 C#1 D1 D#1 E1 o

A3 A#3 B3 C2 C#2 D2 D#2 E2 F2 F#2 G2 G#2 A2 A#2 B2 C1 C#1 D1

E ovviamente mi sono ricomprato un Saz baglama turco da usare solo come Saz.

Saturday, December 26, 2020

Natale in pandemia

Natale 2020

Un Natale speciale per tutto il mondo cristiano che ha celebrato l'inizio della cristianità dovendo fare i conti con la pandemia. Dai momenti pubblici come la messa ai momenti privati, tutto è stato adattato alle esigenze di difesa dal contagio del covid 19 che da un anno imperversa su tutto il pianeta. Mascherine, distanza "sociale", pranzo natalizio con massimo di 10 persone ecc. ecc.
Lo ricorderemo, sperando che sia solo una parentesi e non la nuova normalità.
Tutti penso abbiano cercato di inventarsi un modo compatibile per poter festeggiare il Natale rispettando le norme. Ma credo che per milioni di persone questo Natale sia stato caratterizzato da solitudine e per molti anche da sofferenza per le condizioni di vita, per la malattia e per la morte dei propri cari. 
Noi siamo fra quelli che sono stati graziati, per noi è stato un bel Natale.
Abbiamo potuto prepararlo con gioia e serenità. Il presepe davanti a casa a Vaglio coi personaggi grandezza naturale.
Non si sono fatti gli incontri prenatalizi ad esempio a Caritas Ticino e, da solo, mi sono registrato e montato questo video augurale

La Messa della notte di Natale siamo andati come di consueto al monastero delle Clarisse di Cademario. Momento bello, curato dalle suore che sono molto attente ai dettagli, ai gesti liturgici, ai canti, con un prete capace di far riscoprire il senso religioso nella suo profondo significato teologico con alcuni guizzi di sorprendente novità. In 17 a distanza, con mascherine e disinfettante prima e dopo la funzione. Anche se fuori dalla chiesina ci si è ritrovati con qualcuno che sembrava aver scordato la pandemia e ha tentato di abbracciarci!
Con chi non poteva venire a cena o al pranzo di Natale abbiamo passato un po' di tempo, la vigilia, nel giardino; un tea, qualche biscotto e il piacere di stare assieme. Un modo strano per vederci a cui ci siamo ormai abituati e alla fine va benissimo, se si è vestiti adeguatamente tenendo conto dei rigori invernali!
La cena e il pranzo di Natale l'abbiamo fatti in un grottino di vicini che ce lo hanno prestato. Semiaperto, una parete non c'è e dà sul giardino, 3/6 gradi che siamo riusciti ad alzare fino a 17/20 con un cannone a gas che fa un gran rumore ma riesce a produrre un vento caldo che ci ha permesso di sopravvivere praticamente all'esterno. Un camino nell'angolo ha aiutato sia a creare l'atmosfera rustica adeguata sia a tirar su qualche grado almeno nell'area vicina. Abbiamo arredato con 3 tavolini distanziati il più possibile secondo i nuclei famigliari secondo i presupposti ipotetici del contagio da evitare. La questione contagio è stata discussa a lungo ascoltando le diverse teorie che vanno dalle forme più rigorose di isolamento a quelle un po' più blande.  Abbiamo optato per un compromesso che ci è parso farci correre dei rischi che abbiamo ritenuto compatibili con la nostra situazione ed accettabili. Opinabili ovviamente, ma credo si debbano fare delle valutazioni severe sulle proprie condizioni, ma che tengano conto anche di quanto, in quella situazione specifica si sia disposti a correre dei rischi considerati ragionevoli accettandone le conseguenze. Un po' come quando vai in autostrada e qualcuno potrebbe perdere il controllo e arrivarti addosso ma accetti questo rischio solo perché la probabilità che avvenga è molto bassa. 
C'eravamo quasi tutti ed è stato molto bello. Dani ha sfoderato una qualità di cuoca notevole e ci ha davvero viziato con un mucchio di prelibatezze. Insomma c'era proprio tutto quello che desideriamo ci sia a Natale, dallo scambio di doni a una convivialità molto piacevole, in questo contesto strano, nordico, alla fine divertente e certamente da ricordare come il Natale più "freddo". 

Mi ha colpito, fra tante cose, la maturità della nostra nipote di 9 anni che vedo raramente: la genialità del suo osservare la realtà, l'interesse per la lettura con performance incredibili nella velocità (un libro in qualche ora) e la capacità di tener banco sui dettagli ad esempio della saga di Harry Potter; ma ciò che più mi ha colpito è l'attenzione al benessere delle altre persone, ad esempio nei confronti della mamma o delle nonne, che potrebbe sembrare dipendenza ma è solo preoccupazione per il loro benessere, a un certo punto ha detto "non vorrei che si sentisse esclusa". Straordinario a 9 anni. 
D'altra parte consideravo che se un essere umano ha la fortuna di vivere la sua prima parte della vita in un ambiente sano, voluto bene, stimolato e assecondato nelle sue aspirazioni e desideri, messo a contatto col sapere, con la conoscenza, con l'arte e la capacità creativa in genere, sviluppa un potenziale straordinario che altrimenti difficilmente potrà manifestarsi. Poi in più uno ci mette certamente del suo, della sua unicità, della sua personale genialità, ma le condizioni in cui si è inseriti sono ciò che farà poi la differenza profonda fra chi apre con facilità i suoi orizzonti e chi farà molta fatica a farlo o non lo potrà mai fare.

Ora che piano piano tutti ripartono, le luci diminuiscono, come dice Dani, la mia saggia moglie, non bisogna dar spazio alla nostalgia ma alla gratitudine per le persone care che abbiamo visto.

Il giorno di Natale un nipote ha comunicato che nascerà a luglio la sua seconda figlia. Ecco una persona che potrà ricordare il 2020 non come il buio anno della pandemia ma quello in cui due esseri umani hanno voluto che esistesse, per amore.

Friday, November 13, 2020

Kushtar a 4 corde trasformato in Kushtar a 11 corde

La rinascita del mio Kushtar a 11 corde

 Qualche anno fa ho scoperto gli strumenti a corde e arco degli Uyghurs dello Xinjiang (Cina). Ho potuto comperare un Satar, 140 cm, che ha una corda principale da suonare e 12 corde simpatiche che risuonano senza toccarle. È uno strumento magnifico proprio per la straordinaria risonanza delle corde simpatiche che creano un suono unico. Partendo dal Satar ho scoperto l'esistenza del Kushtar, decisamente più piccolo, dimensioni da violino, con le 3 corde come il violino o il Kemanche persiano, ma con 7 corde simpatiche che entrano in risonanza. Una illustrazione in particolare mi ha affascinato, al centro in mezzo a tanti musicisti un suonatore di Satar e alla destra uno di Kushtar.

Ma un Kushtar a 11 corde è praticamente introvabile. Con solo le 4 corde principali invece se ne trovano, ma io volevo quello con le corde simpatiche perché sapevo quanto sia grande la differenza di suono. E poi ho supposto che in origine il Kushtar sia nato a 11 corde, almeno credo. Ho intrattenuto per un anno corrispondenza con un venditore dello Xinjiang ma non c'è stato nulla da fare. Le informazioni su questo strumento fra l'altro sono pochissime e così pure le registrazioni del suono.
Alla fine mi son detto che avrei potuto tentare di trasformare un Kushtar con 4 corde in uno a 11, anche se l'impresa era tuttaltro che evidente dovendosi basare solo su qualche foto.
Ho comperato su ebay dalla Germania un Kushtar a 4 corde pagandolo 350 euro, forse un po' caro ma non ho trovato nulla di più a buon mercato. E l'ho trasformato in un Kushtar a 11 corde. 
Video
Ed ecco le varie fasi della trasformazione.
Per prima cosa ho smontato tutto quello che si poteva e per due giorni ho grattato quella lacca lucida, orrenda, che spesso mettono in quantità sugli strumenti a corde di questo tipo. Ho così cancellato una miriade di brutti pallini disegnati dappertutto, lasciando emergere meglio le strisce intarsiate di decorazioni nero/bianche, forse di madreperla.
Avevo fatto dei disegni partendo dalle foto per poter calcolare le giuste dimensioni delle parti nuove tenendo conto del fatto che probabilmente il mio Kushtar è più piccolo di quelli di cui ho trovato immagini. Infatti sulla lunghezza del nuovo manico non si sarebbero potuti montare i 7 peg per accordare avendo sufficiente spazio per girarli. Ho quindi trovato la soluzione di alternare la posizione e la lunghezza dei peg.
E finalmente mi sono lanciato nella costruzione della metà manico che ha richiesto molta cura nell'adattare la forma in modo che combaciasse con il manico originale. Ho utilizzato del mogano che mi è rimasto dalla costruzione del Kyl Kyak.
Con alcuni utensili da liutaio, anche se da Aliexpress, ho scavato la sede conica dei peg.
Ho utilizzato dei chiodini dorati per le corde simpatiche e ho montato il mezzomanico: adesso il Kushtar assomiglia proprio ad una delle illustrazioni di riferimento.
Ho costruito e fissato l'attacco delle 7 corde simpatiche e messo dei regolatori della tensione fine.
E alla fine il problema più complicato è stato il ponte perché deve tenere sia le 4 corde principali sia le 7 simpatiche permettendo però di inclinare l'archetto sulla prima corda senza toccare le simpatiche più in basso. Insomma una sorta di scommessa. Credevo di non riuscire a far funzionare un unico ponte e ho provato a separare in due ponti le corde principali e le simpatiche ma non mi piaceva affatto anche perché la risonanza diminuisce. 
Alla fine dopo molti disegni, varianti di distanze e inclinazioni ho trovato un compromesso che mi sembra funzionare. Ecco il ponticello in bambu che ho costruito.
Adesso il mio Kushtar ha 11 corde e suona bene. La differenza di suono si sente con armonici e risonanze che con solo 4 corde non c'erano. Test video