domenica 4 gennaio 2026

Taylor 4 Fun: Flowers

Sarto per divertimento: Fiori Patchwork per Natale 2025

Per questo Natale ho pensato di decorare dei set da tavola come  regalo per la mia numerosa famiglia. Prendendo spunto da un paio di set che un'amica specialista di Patchwork ci aveva regalato anni fa, ho realizzato dei fiori con tantissime stoffe.

Ed ecco i 30 set realizzati

Ho ritagliato la forma del fiore da una sola stoffa disegnandola con una tazza.

Per le altre parti concentriche del fiore ho preparato dei pezzi con due stoffe assortite e poi sempre con tazze, bicchieri e coperchietti, ho disegnato e ritagliato i cerchietti concentrici del fiore.

Il centro del fiore l'ho fatto con un pezzo unico col disegno di un fiore.

Ho preparato i gambi dei fiori tutti con la stessa stoffa. Una cucitura interna e una piega col ferro da stiro mini.

Ho tagliato le foglie da diverse stoffe creando dei gruppi per famiglia e ho cominciato a testare le diverse combinazioni di stoffe e colori.

Ho cucito i pezzi dei fiori tralasciando le cuciture dei due cerchi esterni da fare successivamente come fissaggio sulla stoffa del set.

Per non dover cambiare continuamente filo e spoletta, ho cucito tutti i gambi e le foglie col filo verde e poi i fiori con filo di colori diversi.

E in fine la firma: Taylor 4 Fun (Sarto per divertimento).

venerdì 31 ottobre 2025

Yayli Tanbur con 20 corde

Una pentola e due scatole di tonno per un Yayli Tanbur

Se una vecchia pentola tenuta penzolante da uno dei manici e picchiettata con una bacchetta risuona bene e a lungo, può diventare la cassa armonica di uno strumento a corde. Bisogna avere anche due scatole di tonno con la stampa sul metallo (rare rispetto a quelle con l'etichetta cartacea incollata), una pelle di tamburo, un po' di legname e qualche accessorio musicale, e si può costrire un Yayli Tanbur turco da suonare con archetto. 

Lo Yayli Tanbur si suona verticalmente e su una sola corda o due assieme, le altre corde sono solo di risonanza e suonano per simpatia. Nello strumento originale sono generalmente solo 6 ma avendo visto un musicista greco che ne aveva aggiunte altre 6 ho pensato di saddoppiare e di fare la scala completa di semitoni, quindi 12 corde simpatiche in più ed ecco il mio Yayli Tanbur a 20 corde. Normalmente la cassa armonica rotonda è fatta di legno ma ce ne sono anche di metallo, da qui l'idea della pentola.

Sono sempre affascinato e impressionato nel trovare strumenti che hanno molto in comune anche in paesi diversi e a volte lontani (per posizione o per cultura) fra loro e mi chiedo sempre se si tratti di contaminazioni o di idee simili nate in situazioni diverse. Talvolta questi fenomeni sono documentati come ad esempio fra Cina e paesi intorno che hanno sviluppato strumenti simili: ad esempio partendo dal Gutzeng, famosissima sorta di arpa che é arrivata anche in Giappone diventando il Koto. Ecco due miei gioielli: il Gutzeng cinese, 160 cm che si suona pizzicando le corde con delle unghiette,  e lo Ajaeng coreano, 138 cm che si suona con l'archetto. In entrambi si suonano le corde dalla parte destra dei ponticelli (singoli e molto alti) e si modifica la nota base di ogni corda schiacciandole e variando la pressione con la mano sinistra dalla parte sinistra dei ponticelli. 

Anche se molto diverso come forma, lo Yayli Tanbur mi ricorda il Satar degli Uyghur dello Xinjiang (Cina), per la posizione verticale, un unica corda principale suonata con archetto e diverse corde simpatiche; ecco il mio Satar 

I due popoli, turco e Uyghur,  condividono comunque l'origine turca e la lingua, l'Uyghur è il turco moderno. Ma non ho mai letto notizie su come sia avvenuta la contaminazione, ammesso che non me la sia immaginata solo io. 

Ed ecco il mio Yayli Tanbur di cui sono particolarmente contento per la sonorità sia acustica, sia elettrica.


Non avendo nessuna indicazione sulle dimensione dello strumento, come ho già fatto in passato, ho confrontato delle immagini prese dai video di youtube. Fotomontando su di me l'immagine dello strumento ho fatto un calcolo approssimativo delle dimensioni

In realtà c'è una differenza nella stima delle misure, probabilmente un mio errore, fra le due "fonti", ma visto che questo strumento non l'ho mai avuto in mano per misurarlo, non ho rispettato le misure stimate della lunghezza del manico che alla fine è 125 cm e così la distanza nut-bridge (capotasto-ponticello) del mio Yayli Tanbur è di 123cm. Insomma il mio strumento credo sia più lungo di quelli originali e quindi potrei considerarlo un po' un Yayli Tanbur "basso".

Ho disegnato il manico per calcolare la distanza possibile fra le corde, considerato l'aumento da 8 a 20.

Ho iniziato la costruzione dal manico e dal collegamento con la pentola. La trazione delle corde rende necessario un fissaggio molto solido che impedisca al manico di inclinarsi e rimanga nella posizione dove le corde avranno la giusta distanza dal manico. Un po' di margine, ma non molto, c'è con l'altezza del ponticello.

La parte alta del manico con la scanalatura per le corde e il posizionamento delle due meccaniche dei piroli non sono state proprio una passeggiata. Ho anche dovuto prevedere uno spostamento laterale incollando un listello di legno ma alla fine funziona.

I buchi dei piroli laterali sono stati semplici mentre più complicato è stato il posizionamento dei chiodini dorati che servono anche come "capotasto" per le corde simpatiche. Visto che la distanza fra ogni corda è circa 1,2 millimetri e doveva essere piuttosto precisa perché le corde non si toccassero, ho stampato in scala 1:1 il disegno e l'ho posizionato attaccandolo con scotch al manico. Ho quindi piantato i chiodini in posizione sulla carta. Ha funzionato perfettamente.


Con due scatole di tonno, una appiattita per farne un coperchio, ho costruito l'involucro dell'elettronica che controlla volume e tono del pickup.

Ho forato il manico della pentola per farlo diventare l'attacco delle corde. Ho avuto qualche perplessità sulla resistenza del materiale alla trazione di 20 corde ma per ora sembra resistere. Ho anche aggiunto una striscia di cuoio per evitare di pungersi con la fine delle corde.

Ho preparato la pelle di tamburo calcolando e forando i buchi, cercando di prevedere l'intreccio della corda che tende la pelle. Ho tagliato la pelle su misura, l'ho lasciata qualche ora in aqua e l'ho posizionata sulla pentola. La difficoltà è stata  calibrare la tensione della corda (un buco infatti si è strappato) e prima di fare seccare la pelle ho tirato ancora un po' la corda. Alla fine la pelle seccando si tende molto e la pentola è diventata un tamburo.

La costruzione del ponticello è stata particolarmente complicata perché si trattava di trovare una altezza precisa perchè le corde fossero all'altezza giusta dal manico, ma a complicare le cose rispetto a uno strumento con cassa di legno, c'è la pelle tesa che tende a sprofondare un po' variando ovviamente l'altezza del ponticello. Ho sperimentato diverse soluzioni e alla fine ho messo sotto al ponticello un listello di legno che attraversa completamente la pelle tesa. Questo listello, un pezzo di un vecchio tagliere da cucina che avevamo dismesso, passato nella mia nuova piallatrice (una bomba), distribuisce la pressione delle corde dal ponticello a tutta la superficie del "tamburo" e non solo sulla lunghezza della base del ponticello. Anche intagliare con una limetta le sedi delle corde a distanza di poco più di un millimetro ha richiesto tempo e una particolare attenzione. Qualche difficoltà anche nella scanalatura del pickup a filo, che deve essere mantenuto in pressione affinché trasmetta le vibrazioni.

Alla fine ho dovuto fare le corde tagliandole da rocchetti di filo di acciaio da 0,3 e 0,4 mm per le corde principali (la seconda di ottone, almeno sembra) e 0,2 mm per le corde di risonanza. Ho trovato gli spessori consigliati via AI che parla anche turco! Avevo comperato online due set di corde ma sono per un Yayli Tanbur più corto. Ho cercato una accordatura possibile che significa trovare l'altezza dove fermarsi prima del punto di rottura della corda. 

1a corda principale G2
2a corda principale G1

le 6 corde simpatiche usuali su piroli meccanici:
3a corda E2
4a corda G2
5a corda B2
6a corda A2
7a corda C3
8a corda F2

12 corde simpatiche aggiunte coi piroli di legno laterali: 
da F2 fino a E3 con intervallo di semitono.

Ho anche dovuto improvvisare un supporto (cavalletto per chitarra e un cuscino) per poter suonare avendo la gamba destra libera per i pedali degli effetti elettronici e lo strumento più in basso. Nel video si vede la posizione. Quella classica dei musicisti turchi non mi piace per niente perché é faticosissima. E poi non so suonare musica turca!


Eccolo finito. 

E ha trovato una sua collocazione sulla parete del mio studio dedicata a Giger.


Dopo averlo costruito ho trovato una ricerca accademica su questo strumento fatta dal dipartimento di musica dell'Università Afyon Kocatepe di Afyonkarahisar, una grossa città della Turchia occidentale. Si tratta di una tesi che in parte si coincentra su come lo strumento sia conosciuto e percepito, magari poco interessante per noi lontani dalla realtà musicale turca, ma che ha anche interrogato liutai e musicisti che danno un quadro affascinante dello Yayli Tanbur. La tesi è ovviamente in turco e si intitola YAYLI TANBURUN TÜRK MÜZİĞİNDEKİ YERİ ÖNEMİ VE KULLANIMI (link per chi parla turco sul titolo) ma ho fatto la traduzione con l'ausilio di ChatGpt. Un lavoro lunghissimo di pazienza e di sopportazione dei limiti dell'AI che ad esempio non riesce a decodificare i caratteri con accenti turchi in pdf anche se io li vedo benissimo su schermo. Ed ecco la tesi tradotta: IL POSTO, L’IMPORTANZA E L’USO DEL TANBUR A CORDE SFREGATE NELLA MUSICA TURCA.

giovedì 21 agosto 2025

Un violoncello da giardino

Ho costruito un ForkCello


E apena finito mi è servito, oggi, per suonare Happy Birthday a Dani che festeggia il suo compleanno al mare e l'ha ascoltato in rete.


La costruzione è stata più complicata di quanto pensassi perché un forcone non è esattamente un elemento usuale nella liuteria. Il forcone non era lungo abbastanza per le misure del violoncello, quindi l'ho allungato incollando un manico da pala, utilizzando l'impugnatura originale del forcone come base per l'appoggio del ponticello.

Uno dei problemi più complessi è stato la posizione del ponticello. È un po' complicato ma la foto forse aiuta a capire la questione. Il manico di un violoncello non è sullo stesso asse della cassa ma il forcone/pala sono sullo stesso asse, quindi se il ponticello fosse stato appoggiato sopra al manico (posizione A) l'angolo della tastiera sarebbe stato troppo ampio e impossibile da suonare perché il manico sarebbe stato troppo grande per la mano sinistra. 
Ho allora costruito una struttura che mi ha permesso di abbassare la posizione del ponticello che passa oltre il manico e si appoggia (dove c'è il pickup) su una base apposita. Così la mano fa un po' fatica nelle posizioni delle note più alte ma è suonabile. 

Altro capitolo complicato è stato quello della struttura per i piroli. La tensione delle corde infatti avrebbe fatto ruotare inevitabilmente il manico rotondo dove volevo piazzare i piroli. Ho messo un tondino metallico per evitare la rotazione. Funziona visto che tiene bene l'accordatura.
I fori per i piroli conici sono stati fatti a mano con l'attrezzo da liutaio.

E manualmente con limette ho realizzato anche il capotasto.

Ho fatto dello stucco con polvere finissima di legno e colla per poter lisciare tutte le parti del manico dove scorre la mano.

Con una scatola di tonno ho fatto il contenitore del controllo elettronico del pickup.

La tastiera l'ho  incollata e avvitata con due supporti dopo aver calcolato l'angolo relativo al ponticello e all'altezza giusta delle corde.

E in fine la cordiera. Fra i pezzi di macchinari che tengo per le varie costruzioni ho trovato quello giusto per l'aggancio della cordiera ma bucare il tridente d'acciaio non è stato facile. Sono riuscito grazie a un trucco poco conosciuto che mi ha svelato mio cognato Tanin, fabbro: I metalli duri si possono bucare con le punte per la pietra.

Uno strumento che si combina bene con l'atmosfera rural/country di casa nostra. 

E il ForkCello si aggiunge così alla serie di strumenti strampalati che ho cominciato a costruire qualche anno fa quando ho scoperto su youtube Justin Jonhson, bluesman americano che si è costruito alcune slide guitar, quelle che si suonano strisciando un tubo metallico cromato, tradizionalmente un bottle neck (manico di bottiglia), partendo da oggetti improbabili come una pala, uno skatebord e un asse da stiro.

Mi sono quindi costruito anch'io una chitarra slide con una pala, uno skatebord
e un asse da stiro. Sotto al ferro da stiro, a cui ho sostituito il riscaldamento con le luci led, si attacca un EBow (effetto per chitarra elettrica).

E poi con due padelle, un coperchio e un mestolo ho fatto una Padellitarra.

Ora il forkCello sta bene vicino alla shovelguitar