Wednesday, May 7, 2014

#BringBackOurGirls

#BringBackOurGirls (7.5.2014)



In Nigeria rapiscono quasi 300 ragazzine, studentesse, tre settimane fa e la popolazione si mobilita accusando il governo di non fare nulla per liberarle. Il gruppo che le ha caricate su camion e fatte sparire nella giungla è un gruppo islamico, Boko Haram, che lotta contro "l'istruzione occidentale" (significato del nome del gruppo) e già in passato ha fatto irruzione in centri scolastici mandando a casa le ragazze intimando loro di smettere di studiare e di sposarsi.Fra i tanti articoli di quotidiani autorevoli uno del NYTimes e uno del The Guardian




Ciò che mi ha colpito è la poca risonanza, se non nulla, che questa notizia abbia avuto in area italofona rispetto a quella notevolissima avuta in area anglofona. Per tre settimane qualche colonna qua e la' ma davvero poco spazio e nessuna foto. Lo slogan twittato e ritwittato #BringbBackOurGirls con tantissime foto di donne che brandiscono cartelli non ha eco sui media italiani e ticinesi fino a maggio. La CNN fin dall'inizio del rapimento ha continuato a passare servizi e appelli vari.


È la tragedia di una azione repressiva nei confronti di ragazzine ritenute colpevoli di avere accesso alla cultura "occidentale", che in quanto donne dovrebbero invece vivere la sottomissione agli uomini nella completa ignoranza. Una logica stravincente in molti paesi del mondo anche se normalmente non si esprime pubblicamente con gesti violenti intrisi di fanatismo. Un articolo interessante sul The Wall Street Journal sulla questione culturale e ideologica. E bisogna dire che questa logica demenziale parte da un'intuizione cinicamente esatta: solo costringendo le persone a rimanere nell'ignoranza è possibile mantenerle sottomesse e controllarle. I ricchi medio orientali infatti che mandano le figlie a studiare in occidente stanno minando il loro sistema maschilista che si regge solo sull'ignoranza, e quelle figlie che forse non faranno la rivoluzione direttamente, cresceranno a loro volta delle figlie che invece la faranno.


Ma al di là delle analisi resta il fatto drammatico della cronaca con la prospettiva della vendita delle ragazze a 8$ l'una come è stato annunciato, eppure niente foto in prima pagina sui quotidiani italiani e tantomeno quelli nostrani. Forse non c'è nessuna scelta e magari salterà fuori che le grandi testate non si erano accorte che quel rapimento fosse una notizia spendibile sul mercato italiano e di seguito a ruota tutti i media più piccoli come i nostri.
E c'è chi malignamente pensa che gli americani siano sensibili al rapimento e disponibili ad intervenire direttamente perché in Nigeria c'è il petrolio. Io voglio sperare invece che i media americani abbiano colto la tragedia nel suo significato per tutta la cultura occidentale, per lo schiaffo a tutti quei valori che sono alla base delle società avanzate.

Una nota di colore: l'azione lanciata su Twitter #BringBackOurGirls ha utilizzato foto di ragazze come quella qui sopra che non hanno nulla a che vedere col rapimento in Nigeria,  perché sono state scattate da Ami Vitale in Guinea-Bissau nel 2000 (nessuno le ha chiesto di utilizzarle) come risulta dall'articolo del NYTimes

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