mercoledì 4 marzo 2026

Rottamare un PC portatile

Seconda vita per un device


Il computer portatile di Keo ha avuto un grave incidente, non so esattamente i dettagli, che ha portato al distacco dello schermo dalla base/computer. Normalmente in questi casi dopo aver tentato con scotch vari di tenere assieme le due parti, e dopo aver verificato il costo elevato della riparazione, ammesso che ci siano ancora i pezzi di ricambio, la rottamazione è l'esito finale.

Ma nella logica dell'economia circolare bisognava tentare qualcosa. Non essendoci nulla di elettronico da riparare si trattava in fondo solo di fare un intervento su scala ridotta come quello su una porta dove i cardini non tengono più e bisogna riadattare gli attacchi sulla porta e sullo stipite.

Ho smontato l'oggetto constatando la devastazione totale del sistema di cerniera fra base/computer e schermo.



Il guaio è che sono saltati tutti gli attacchi per le viti delle due cerniere alla base del computer 

e alla struttura portante dello schermo. 
E per finire anche i due binari che reggono lateralmente lo schermo erano spezzati.

Impossibile quindi una riparazione normale soprattutto perché non si potevano più avvitare le cerniere e comunque i binari erano introvabili.
Ho pensato che forse bisognava tentare di creare una massa di materiale che contenesse gli attacchi delle cerniere attaccandole ai due supporti disastrati. La colla epoxidica a due componenti (l'Araldit per i nostalgici) può incollare due superfici ma in copiosa quantità forma una massa come se fosse resina (l'avevo già sperimentato). Così ho posizionato le cerniere dove avrebbero dovuto essere avvitate e ho riempito abbondantemente di colla.

Questa prima incollatura poteva tenere assieme le parti ma non sotto sforzo. Ho quindi modificato delle squadrette per creare quel supporto che originalmente è fatto dai binari. Adattare le squadrette alla misura, ma soprattutto all'allineamento improbabile delle diverse parti, non  è stato proprio semplice. Seghetto, limetta, martello e una gloriosa mola elettrica centenaria di mio suocero Pio (le mole amatoriali vendute oggi nei do it "ga tira dré gnanca i sciavatt"). Prova e riprova alla fine aderivano e soprattutto, avendone ridotto lo spessore, mi permettevano di chiudere completamente il portatile nonostante i pezzi aggiuntivi non certo previsti  da chi aveva disegnato questo computer. 
 
La mascherina dello schermo a questo punto con l'aggiunta delle squadrette non ci stava più e ne ho tagliato via una parte lasciando quindi in vista gli elementi aggiuntivi.
E credo che ora il portatile abbia un look più aggressivo, stile Mad Max.


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